Intervista a Michelangelo Convertino, fotografo food

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Oggi abbiamo il piacere di ospitare sul nostro blog Michelangelo Convertino, fotografo food.

Michelangelo ha fatto una scelta coraggiosa e innovativa: in un mondo in cui il fotografo è quasi sempre sinonimo di cerimonia (sia essa un matrimonio o una comunione) ha deciso di dedicare il proprio talento e la propria arte fotografica al cibo e al beverage, protagonisti indiscussi e insostituibili delle sue opere. Ma bando alle ciance, non perdiamo ulteriore tempo nelle presentazioni e cerchiamo di conoscerlo meglio attraverso le sue parole.

Ciao Michelangelo. Innanzitutto grazie per aver accettato il nostro invito a scambiare quattro chiacchiere. Ci racconti cosa ti ha spinto a prendere questa decisione (che abbiamo definito coraggiosa)?

Ciao. Grazie a voi per avermi invitato. È bello sapere che qualcuno reputi il mio percorso coraggioso, ma devo essere onesto, quello che voi avete definito coraggio io credo possa essere semplicemente un mix di passione, lungimiranza e voglia di mettersi in gioco. Partiamo da un presupposto: io amo l’arte in tutti i suoi aspetti. Sin da ragazzino ho iniziato a dipingere, ho imparato ad apprezzare artisti del calibro di Caravaggio e, in particolar modo, ho scoperto il potere della luce. In giovanissima età, con queste passioni nel cuore, mi sono avvicinato al mondo della fotografia, ma l’ho fatto nel modo più comune, aiutando un fotografo professionista (Gianfranco Ricupero) durante i suoi lavori.

È proprio in quel periodo che ho preso una decisione. Mi son detto: se voglio vivere della mia passione e trasformarla in arte, è necessario differenziarmi dalla “massa”!! Ho studiato come grafico pubblicitario e, successivamente, ho conseguito un master in fotografia pubblicitaria. All’inizio volevo specializzarmi nel settore fashion, poi ho incontrato per caso il food ed è stato amore a prima vista!

A questo punto siamo curiosi. Cosa ti ha fatto innamorare della fotografia food?

Sono un buongustaio ma non un gran mangione, non è per quello che mi dedico a fotografare cibi e bevande. In realtà la food photography è una disciplina che mette insieme due aspetti per me essenziali: la tecnica e l’emozione. Quando parlo di tecnica mi riferisco al perfetto bilanciamento dei fattori che gestisco per rendere lo scatto eccellente, a partire dalla luce ovviamente. A nulla però servirebbe avere uno scatto perfetto se lo stesso non trasmettesse il giusto quantitativo di emozioni a chi lo osserva. Quando fotografo un piatto voglio che dalla fotografia si percepisca la storia dei prodotti che lo compongono, che se ne avvertano i profumi, che si legga tra le linee il tocco unico dello chef, il suo brand. In poche parole uno scatto food ben fatto deve farti venire una voglia irresistibile di assaggiare il cibo immortalato.

Puoi farci vedere un tuo lavoro relativo ai dolci o comunque al mondo della pasticceria?

 

Questo è uno scatto di cui vado molto fiero, perché è stato realizzato in collaborazione con Food Looper, meravigliosa realtà londinese e istituzione in ambito food, e lo chef Fabio Cipriani in occasione del Gulfood (edizione 2018), una delle più grandi fiere alimentari del mondo, che si tiene ogni anno a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti.

In questo scatto ho voluto esaltare il prodotto con un color oro che richiamasse l'eleganza e il lusso di Dubai, in aggiunta ad elementi cromatici che riprendono il colore dei lamponi.

Per quale motivo una pasticceria dovrebbe chiamare un fotografo food professionale, e non affidarsi al fai da te o al classico cugino smanettone?

Questa domanda non mi sorprende, me la fanno praticamente tutti. Tralasciamo per un attimo l’aspetto prettamente tecnico e le competenze. Altrimenti dovremmo parlare, ad esempio, dei punti di riflesso particolarissimi che sono tipici di tutti i dolci che hanno una superficie lucida, cosa che rende questo genere di foto più complessa. Piuttosto mi interessa mettere l’accento, ancora una volta, sulla capacità che ha un professionista di raccontare una storia attraverso la foto, identificare nello scatto non solo l’essenza dei prodotti, ma il contesto in cui essi sono stati realizzati o saranno venduti. In altre parole creare un brand! Sono pronto a scommettere che se ti mostrassi le foto di 10 hamburger sapresti dirmi immediatamente qual è quello di Mc Donald. Ecco perché è meglio presentare il proprio prodotto in modo altamente professionale.


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